IL GIAPPONE OSCURO: Ningen johatsu 人間蒸発, gli evaporati giapponesi.

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Questo era l’ultimo post della serie “il Giappone oscuro” a cui avevo pensato mesi fa, quando iniziai a scrivere questa sezione. A suo tempo mi ero riproposta di finirla in alcune settimane, ma per motivi diversi ho impiegato più tempo.

Ad ogni modo.. chi sono i ningen johatsu? Pochi conoscono questo fenomeno, seppur sia di vecchia data. Quanto meno per la mia esperienza, ho notato che non tutti gli appassionati di questa cultura sanno di cosa si tratta. Forse complice anche il fatto che, in rete, non si trovano molte informazioni e in Italia, anche cercando libri al riguardo, sembra non esserci nulla. L’unico testo che sono riuscita a trovare in questi anni è stato alla Junkudo di Parigi, quello delle foto sotto.

Evaporazione.

L’estate scorsa ero in giro con amici italiani che mi vennero a trovare. Stavamo camminando all’interno di una stazione, ad Osaka se la memoria non m’inganna, quando notarono, un po’ stupiti, un muro pieno di annunci “MISSING”. Ovviamente non posso dire se tutte quelle persone fossero volutamente evaporate o meno, chissà, forse parte di loro, o forse nessuno.

Io stessa scoprii questo concetto anni fa, leggendo un interessante articolo sulla rivista “Internazionale” uscita n.816 del 2009 (qualora qualcuno fosse interessato a leggerlo, può acquistare il numero online sul sito della rivista).

Mi lasciò stupita.

Sono uomini, donne, a volte famiglie intere, che per i motivi più disparati decidono di “evaporare”, di scomparire improvvisamente nel nulla. Spesso è gente che si è indebitata, altre che ha perso il lavoro e a causa del troppo orgoglio, vergogna, integrità morale tipica di questo popolo o come altro vogliamo definirla, piuttosto che tornare a casa e dire alla propria famiglia “sono stato licenziato/a”, preferisce andare via e non tornare più, sparire, così, come per magia, da un momento all’altro, senza lasciare traccia alcuna.

Diversi sono i casi di chi ad esempio è uscito una mattina, salutando i suoi cari prima di “andare a lavoro” e poi non ha mai più fatto ritorno. Ancora diversi, quelli che sono usciti con una scusa banale, come può essere il semplice pacchetto di sigarette, ma dopo di chè la moglie e i figli non ne hanno più avuto notizie.

È un fenomeno diffuso fin da epoche antiche, tanto quanto clandestino. Sembra che in Giappone la legge riconosca agli adulti il diritto di scomparire, ma al tempo stesso, lessi essere oggetto di un mercato nero fiorente. “Nero” per le ovvie ragioni che si possono immaginare, motivo per cui sovente, chi decide di fuggire non registra la propria presenza presso il nuovo comune, perdendo totalmente la propria identità ed ogni diritto.

“Si effettuano traslochi”. Sembrerebbero recitare alcuni avvisi, posti al calar delle tenebre al di fuori di normalissime società. Perché i traslochi degli evaporati spesso, si effettuano di notte, quando tutto risulta meno evidente e non alla luce del sole.

È gente che spesso resta nelle grandi città come Tokyo 東京, talmente grandi e sovraffollate da riuscire comunque, pur essendo magari la stessa località dove si è sempre vissuto, a garantirgli “anonimato”. Lì esiste un quartiere che, a cercarlo oggi sulla mappa non si trova più, questo volutamente, per cercare di rivalutare (o forse bisognerebbe dire cancellare?) l’immagine che quella zona aveva assunto con gli anni, sede di senza tetto e crimini vari. Questa è Sanya 山谷. Pare che anche chiedendo informazioni su dove si trovi, esse risultino sempre confuse, poco chiare, poco precise.

Altri invece prediligono rifugiarsi in luoghi a volte più distanti ed isolati, alcuni si dirigono verso le pendici del Fuji 富士山, dove secondo le antiche credenze popolari e letterarie, le onsen venivano assoassociate agli evaporati, che andavano lì a purificarsi del loro passato e delle loro colpe con i vapori di questi luoghi.

Molti diranno che in fondo, di gente che decide di sparire nel nulla, così, all’improvviso, n’è pieno il mondo in ogni dove. Senz’altro é vero, ma ciò che a mio avviso può stupire é l’organizzazione che vi è dietro, il fatto stesso che si trovino “agenzie di traslochi”, seppur lavorino nell’ombra e ancora, il fatto stesso che sia riconosciuto il diritto di scomparire..

È un fenomeno che affonda la sue radici in tempi lontani, parliamo addirittura del 1600, esploso poi dopo gli anni 90 con la bolla economica. Aspetto che nel Giappone di oggi è considerato tabù e volendo, possiamo dire allo stesso tempo “accettato”. Come direbbero molto probabilmente i giapponesi “shouganai” o “shikata ga nai” 仕方がない “non ci possiamo fare niente”.

Per chi volesse approfondire, oltre al libro e all’articolo citato all’inizio, cercando su Google si trovano dei riferimenti a un paio di film (nulla in italiano, al più in inglese) come ad esempio il film documentario di Shouhei Imamura A man vanishes.

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3 pensieri su “IL GIAPPONE OSCURO: Ningen johatsu 人間蒸発, gli evaporati giapponesi.

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